Sciabolata

Sciabolata al Riva

Il Sabrage, ossia l!arte di sciabolare lo Champagne (che arriva fino ai giorni nostri dall!epoca Napoleonica, quando la sabre – l!arma della cavalleria leggera di Napoleone Bonaparte – veniva usata, appunto, per stappare le bottiglie e festeggiare una battaglia conclusa con successo). Un gesto guerriero, Un rito, Un arma che anziché imporre l’ordine, fa esplodere l’applauso. Il Riva ha ricevuto la qualifica di Caveau de Sabrage (custode della sciabola) direttamente dal Gran Maestro di Francia per conto de “La Confrérie du Sabre d’Or” (La confraternita della sciabola d’oro) mediante cerimonia ufficiale, conferendo anche i titoli di Maître Sabreur (Maestro della sciabola a Roberto Gallo fondatore del Riva) e di Cavaliere ai nostri collaboratori. Un gesto da conoscere e praticare con cautela, eleganza e rispetto

 

Perché abbiamo iniziato praticare il Sabrage?

 

Per caso, facendo fede a questo vecchio rito che oggi suscita sempre gioia e stupore a noi sembrava di celebrare tutte le volte che lo facevamo, la sorpresa e la meraviglia. Accende l’entusiasmo e fa brillare gli occhi, sigilla gli eventi e crea i ricordi, quelli che scaldano cuore e anima. Inoltre può essere la giusta ricompensa dopo una dura giornata di lavoro, per distendere i nervi, svuotare la mente e alleggerire l’animo. Serve per festeggiare le grandi vittorie, ma anche i piccoli traguardi di tutti i giorni.. Al Riva con i nostri collaboratori usiamo festeggiare tutti i nostri eventi, piccoli e grandi e ogni traguardo raggiunto e ogni vetta conquistata. I nostri ospiti assistendo a questi ritual si sono incuriositi e spesso ci chiedevano se potevano partecipare e quindi si univano a noi per festeggiare. Ci siamo accorti presto che questo rituale creava unione e appartenenza. È un modo per celebrare le gesta di qualcuno della tua compagnia, così come facevano i greci che celebravano le imprese dei loro eroi durante i banchetti, solo che a turno l’eroe una volta sei tu e una volta qualcuno a te caro. Per questo motivo, questo modo di praticare la felicità meritava più attenzione, serviva un posto dedicato, per praticarlo ma soprattutto per raccontarlo, raccontarne la storia: la sua origine, cosa rappresentava per Napoleone ed i suoi soldati e cosa rappresenta oggi per noi e per i nostri ragazzi.